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MPG35 – 5.12.12 – Progetto G.I.S.E.: Riepilogo(1)

6 Dicembre 2012 Nessun commento

Giuro che non l’ho fatto apposta: mentre scrivevo nel titolo la parola RIEPILOGO, mi è venuto un dubbio, sono andato a controllare il contatore del blog, ed ho trovato il valore 6.019: vi ringrazio per l’attenzione che avete dedicato a queso “giornale informatico”, ed ovviamente confido in una partecipazione anche maggiore in futuro.

1. -Avevo preso l’impegno, nel MSG15,  che quando avessimo raggiunto le 6000 visite avrei scritto al Presidente Napolitano, chiedendogli di fare emettere una serie di BTF, Buoni del Tesoro Finalizzati, a tre anni, per un totale di € 300.000, denominati”BTF-1 - PAGAMENTO DEI FORNITORI CHE VANTANO CREDITI DALLO STATO”: e l’impegno rimane, ma deve essere procrastinato, perchè – applicando di nuovo il /MDE) che già conoscete – la cifra di 6.000 può significare tante cose:                                                                                                   ESTREMO  SUPERIORE: 6.000 visitatori, che sono entrati una sola volta nel blog, restandovi non più di 10 minuti; assumendo che tutti acquistino quei BTF-1, andrebbero a spendere in media € 50 ciasuno: cifra poù che accettabile, anche in questi tempi duri; ESTREMO INFERIORE: i visitatori hanno letto tutti i 34 messaggi del blog, restando su ognuno 20 minuti: allora quei visitatori sono meno di 100: ed anche assumendo che tutti acquistino quei BTF-1, la cifra che ciascuno dovrebbe versare per esaurire l’emissione da € 300.000 sarebbe,  in media, superiore ad € 3.000, e questa mi sembra una cifra eccessiva.                                             Ovviamente, il sistema fuenziona anche nella direzione opposta: se voglio che il contributo medio all’inziativa del BTF-1 non superi gli € 300, dovrò trovare 1.000 partecipanti: questi, a parità di altri parametri, e con X = 34 ( numero dei messaggi pubblicati ), darebbero un numero di visite pari a circa v=57.000. Ma il valore X non è costante, cresce man mano che si pubblivano nuovi messaggi: perciò io rggiungerò il mio obiettivo solo nel momento in cui raggiungerò un numero di visite v = 57.000*Y/X, dove Y>X è il numero di messggi pubblicato fino a quel momento. Capite ora perchè il proselitismo è così importante?

Ho provato a chiedere al provider del blog, la società TISCALI, se fosse possibile inserire fra i widgets ( le applicazioni d’interfaccia con i lettori ) anche un pulsante “MI PIACE”, come ha ad esempio Facebook: per ora non c’è, ma stanno pensando di realizzarlo. Con quel pulsante, sarebbe facile capire, dal totale P dei “MI PIACE”, quale sia l’interesse che il blog suscita nei suoi lettori; confrontando poi quel totale P dei “MI PIACE“. Con un totale delle visite v=6.000, e con X = 34 messaggi pubblicati, e chiamando:                           t/10 = tempo medio di letturai in minuti per ogni visita                    /        M = numero medio di messaggi letti da ogni visitatore           /       MP =  percentuale media dei “MI PIACE” sul totale dei messaggi letti da tutti i visitatori                                      /                                             si arriva a definire il numero dei visitatori  V con un sistemino lineare di quattro equazioni nelle quattro incognite V, M, t e MP, basato sulle semplici relazioni:

v=6.000 = V*M*t/10                                 P= V*M*MP                            M =(6.000*t/10)/X*V                                      t = (V*M*t/10)/X*V

da cui derivano      t(POT 2) = 100*X                            V*M = X/(t710)                      M =( v*t/10)/X                 V*M = v/(t/10)

dove, con X=34, dalla prima e terza relazione si ricavano  t = 18 min citca, e M= 32 messaggi letti in media da ogni visitatore, da cui è facile desumere che i visitatori sono circa V=105: per cui il mio conto approssimato di prima era praticamente esatto. E’ chiaro che 105 lettori sono un pò pochini per qulsiasi inziativa:.ciononostante, sono molto fiero di quei 105 audaci, che sono stati così  “tosti”, da leggere praticamente tutti i miei messggi: e, siccome mi conosco, so cosa questo significhi. Raccomando quindi loro di far fruttare quel loro coraggio, e di iniziare a fare proseliti, usando magari questo RIEPILOGO per “rompere il ghiaccio“.  (N.B.: per calcolare la percentuale MP, occorre evidentemente conoscere P, che è il valore che ci manca ).

2.- Lo scopo di questo RIEPILOGO è di organizzare un pò le tante idee che abbiamo visto  nei 34 messaggi pubblicati finora su questo blog. Credo che ormai sia chiaro come l’approccio del Pogetto G.I.S.E. ai problemi del Paese sia abbastanza “fuori dal coro”: se dovessi definirlo con una sola frase, credo che sceglierei questa: “Tutti i problemi che possono essere espressi tramite un  defaukt <d> ( vedasi il messaggio MPG8 ) vanno risolti con un <SI>, un Sistema Informatico, riservando l’intervento delle istituzioni responsabili solo ai casi di <ddd>, o Deviazioni dal Default“.  Questo perchè, come abbiamo visto, il termine default è sinonimo di “gestione automatizzata” tramite il Sisdtema Informatico <SI>: e. come sappiamo, la gestione informatica è sempre in tempo reale, e sicura, e intoccabile, e – soprattutto – non manipolabile ( che significa, nella pratica, non corruttibile ).

3.- Come primo esempio dell’uso dell’informatica per risolvere i nostri problemi, vi ho mostrato come essa permetta di rovesciare completamente i canoni classici della politica, prospettando una situazione nella quale i cittadini italiani si riapproprino del potere politico, distribuito a ciascuno di essi con il meccanismo della Deliverance, pronti a riaggregarlo in un attimo, se necessario, grazie al meccanismo complementare della Concurrence: con il grande vantaggio, per i cittadini, di poter decidere direttamente cosa fare, qundo, e come, e di lasciare poi l’incarico di realizzare quanto da essi deciso ad un Governo tecnico-ammini-strativo, che verrà valutato non sulle sue scelte politiche ( che restano nelle mani dei cittadini ), ma sulla sua capacità di operare con la Trasparenza <T> necessaria a permettere a tutti i cittadin non di accettare, ma di capire e decidere. E tutto questo applicando il motto: “TUTTI PER UNO; UNO PER TUTTI”

4.- Per aiutare i cittadini a capire, ed assisterli in questa trasformzione epocale della società italiana, vi ho illustrato le caratteristiche ed i compiti principali del (SGN), o Servizio G.I.S.E. Nazionale, che potremmo definire sia come “l’interprete fedele dei principi del Progetto G.I.S.E. nella vita di tutti i giorni”, sia come “il servizio di interfaccia dei cittadini con le istituzioni, e quindi con lo Stato”: servizio al quale essi potranno rivolgersi per qualunque loro necessità, trovando a loro disposizione un piccolo esercito di lauraeti in legge e/o esperti informatici, sempre disponibili, 24 ore su 24, ad ascoltarli ed assisterli.

5.- Poi, immaginando le difficoltà che molti di voi incontravano a seguirmi, ho abusato un pò del vostro tempo ( e della vsostra pazienza ) per trasmettervi quello che ho imparato io sulla macchina computer, sulla sua “lingua”, il “computerese” ( da non confondere con i linguaggi di programmzione, che sono un’altra cosa ), e sulle sue tre “sottolingue”, il  “c0difichese”, il “parametrese” ed il “formulese”; e vi ho anche fatto vedere come con gli strumenti adatti ( la <dscp>, la <dscv>, la  <dsci> ) sia possibile ridurre molte delle operazioni che compiamo ogni giorno a delle semplici “strisciate” di una smart card in un POS, con la certezza che quella Registrazione <R>, una volta entrata nel computer, non ne uscirà più, se non ci sarà una specifica autorizzazione per cancellarla.

6.- La Deliverance dell’informazione, che le smart cards permettono di realizzare, permette anche di soddisfare molte esigenze di Prevenzione <PRE>, un’attività che è praticamente assente in Italia, anche a causa dei ricchi business che gli incidenti stradali, gli incidenti  sul lavoro, le inondazioni, gli incendi, ecc. generano: i moderni mezzi informatici ( e fotografici, e GPS, ecc. ) oggi permettono di individuare una fiammella nel momento stesso in cui viene accesa, per cui la <PRE> può essere realizzata abbastanza facilmente, i mezzi ci sono, basta solo trovare gli uomini giusti, che vogliano usarli.

7.- A questo punto, abbiamo scelto le PRIORITA’del Progetto G.I.S.E.,  , ciascuna costituita da un contenuto, e da un livello di gerarchia:e abbamo convenuto una regola rigida e coerente, e cioè che “nessuna azione è permessa, ad un certo livello di gerachia, se questo finisce per compromettere azioni previste da livelli di gerarchia più elevati.”    La prima priorità è la (RLU), Religione Laica dell’Uomo, l’unica in grado di spazzar via tutti i conflitti generati dalle religioni tradizionali, e tutto il business che si copre delle vesti religiose, per crearsi una posizione privilegiata, e quindi introdurre una forma di concorrenza sleale  sul mercato; la seconda è la Natalità e la Protezione della Vita, e quindi la Donna, il Figlio piccolo ( il neonato ) ed il Figlio mai diventato grande ( il minorato ); la terza è la Libertà nella Democrazia ( ved. MPG5 ).; ecc..

8.- Abbiamo chiamato (PSS) i Progetti Strategici dello Stato, qulli che esso lancia per creare LAVORO, quando necessario, preferendo far lavorare i cittadini senza lavoro, che dare loro l’indenneità di CIG: questo perchè il LAVORO è in grado di garantire uno Sviluppo Economico Virtuoso, cosa che la CIG non può fare.

9.- Il Progeto G.I.S.E. è stato chiamato il “Progetto delle 3 E”, e cioè EGUAGLIAZA / EQUILIBRIO / EQUITA’, perchè a questi tre VALORI esso si ispira, e su di essi “misura” la validità di ogni sua scelta.

10.- Il percorso futuro del Progetto G.I.S.E. l’abbiamo immaginto come costituito da due corsie parallele, una che dal passato arriva fino al momento in cui il Progetto G.I.S.E. partirà, l’altra da quel punto in avanti. Possiamo quindi cominciare fin da ora ad applicare i principi del Progetto G.I.S.E.: e come primo esempio abbiamo scelto quello dei BTF, o Buoni del Tesoro Finalizzati, che i cittadini potranno acquistare per finanziare un Progetto scelto da loro stessi. Come primo esempio di BTF, abbiamo deciso di i scegliere il “PAGAMENTO DEI FORNITORI CHE VANTANO CREDITI DALLO STATO”, per un valore di € 300.000.

11.- Analizzando la situazione della società italiana di oggi, abbiamo concluso come essa sia oggetto di una (MPA), o Medioevaliz-zazione Progressiva Ascendente, cioè di una strategia mirante a distruggere il tessuto industriale  italiano, in modo da avere sempre più capitali da investire nelle banche, nelle speculazioni finanziarie, ed in generale in  tutto il business a “rapido ritorno sull’investimento” ( finanza, immobiliare, turismo, televisione, enogstronomia, ecc. ).

12. Questa (MPA) si può combattere solo utilizzando gli stessi strumenti globalizzati che usa anch’essa: e questa operazione può condurla solo lo Stato, che ha il “peso” economico necessario e sufficiente a conseguire questo scopo.

13.- La devolution quindi, che mira ad indebolire lo Stato centrale per poterlo sostituire con tanti piccoli potentati locali, deve essere cancellata subito, poichè essa costituisce l’alleato più prezioso  della (MPA). Essa può essere sostituita da una devolution virtuale”, gestita totalmente tramite il Sistema Informtico <SI>, a costi migliaia di volte inferiori agli attuali;

14.- Da circa 20 anni l’Italia soffre sotto l’attacco di una MISTIFICAZIONE diffusa e molto efficace: essa rende l’Italia una sorta di “sala-corse fasulla”, come quella del film LA STANGATA, con Robert Redford. Essa è in realtà l’arma più potente della (MPA), perchè mira ca distrarre conrinuamente l’attenzione dei cittadini, con3nuovi eventi, finti colpi di scena, processi montati, bunga bunga reali, ecc, in modo che non si possa fermare a riflettere, ed a cercar di capire cosa stia succedendo. Il Progetto G.I.S.E. si propone, con un uso appropriato dell’informtica, di smantellare questa MISTIFI-CAZIONE, essenzialmente con ll mezzo della Registrazione <R>, che avrà un forte effetto di dissuasione sui ”cacciaballe” professionisti.

15.- il LAVORO viene visto dal Progetto G.I.S.E. non solo come un diritto, ma anche come un dovere.  Il Progetto G.I.S.E. promuove un’alleanza fra Capitale CAP e Lavoro LAV, nel quale “Il CAP crea LAV, ed il LAV crca CAP”, motto che è l’espressione del “modello renano “tedesco, e che spiega come la Germania abbia sofferto meno di tutti per la crisi.

16.- La visione che il Progetto G.I.S.E. ha del LAVORO si basa su un nuovo rapporto lavoratore-imprenditore, che veda il lavoratore diventare “imprenditore di sè stesso“, sulla base din un (CLI), o Contratto di Lavoro Individuale), che agli imprenditori permetta di elaborare piani industriali più precisi ed affidabili, ed ai lavoratori di far valere meglio le proprie capacità, in presenza di una serie di garanzie ferree, uguali per tutti.

17.- Il concetto “il LAVORO è anche un dovere” conduce immdiatamente all’altro concetto del Lavoro Per Tutti (LPT), che trova la sua giustificazione nel fatto che allo Stato conviene sempre far lavorare i cittadini, piuttosto che versare loro l’indennità di CIG, perchè se lavorano per lo Stato non possono andare a lavorare “in nero”, portandolo via ai disoccupati, che l’indennità CIG non l’hanno.

18.- Vista l’inaffidabilità dei partiti tradizionli, e la loro incapacità di mettersi d’accordo non solo con gli altri, ma anche al proprio intrno, i cittadini debbono rprendersi l potere politico, usando il Sidtema nformatico <SI> per delle elezioni informatizzate sicure, affidabili e non influenzabili da alcuno. In questo scenario, il Progetto G.I.S.E. valuta che le “primarie” siano solo degli esamotages per dare un contetino agli elettori, e far loro eleggere qualcuno, ma solo per andare alle elezioni del 2013 ancora con il porcellum.

19.- Il Progetto G.I.S.E. prevede che i (BEC), Bisogni Essenziali del cittadino, ed il (PEP), Pacchetto Essenziale Protetto siano strettamente monitorati dallo Stato, ad evitare che su diessi si accendano speculazioni, o che possano diventare dei monopoli. A questo scopo, lo Stato dovrà costituire sei <psgf>, o Poli Statali di Gestione Fittizia, uffici distaccati della Corte dei Conti senza alcuna funzione operativa,  che terranno sotto stretto controllo la costruzione dei prezzi e delle filiere/catene, curando a che non possano realizzare profittial di sopra di un valore prefissato.                                                                                               Allo stesso modo, per i servizi pubblici che costituiscono dei (BEC), dovrà essere monitorata – oltre ai prezzi, la “continuità della disponibilità del servizio”: questo per neutralizzare l’enorme “leva” che l’enorme rapporto utenti/lavoratori mette nelle mani di questi ultimi, e che costiuisce un’evidente causa di squilibrio, che non può che causare danni allo Stato. Per questo, il Progetto G.I.S.E. precede quindi  che gli operatori in quei servizi pubblici (BEC) debbano avere un (CLI), meglio se accompagnato da una partita IVA: questo non impedirà l’esercizio del diritto di SCIOPERO ( sancito dalla Cosituzione ), ma – in coerenza con il principio della Responsabilità <RES>, lo limterà solo a quei lavoratori che sono veramente interessati ad una certa rivendicaione, senza trascinarsi dietro tutta la categoria, magari a livello nazionale, per il  solo fatto che i benefici ottenuti dagli scioperanti sono poi validi per tutti. In questo modo quella “leva” si ridurrà di molto: ci saranno ancora dei disagi, ma si eviterà che una frangia di “guastatori” possa danneggiare l’intero Paese.

20.- Il Progetto G.I.S.E. si propone di eliminare al più presto – attraverso un’attenta anakisi funzionale - tutti gli UCAS, o Uffici Complicazione Affari Semplici, che uniscono alla loro assoluta inutilità il difetto di autofinanziarsi con accise, imposte e gabelle, al solo scopo di garantire un afflusso sicuro di voti: per cui diventano in realtà degli uffici elettorali impropri..

21.- Per la Costituzione, il Progetto G.I.S.E. prevede la promulgazione di (LPC), Leggi di Perfusione della Costituzione, che forniscao in poche righe l’interpretazione corretta dei dettami più controversi della Carta Costituzionae: evitando quindi che si possano escogitare sistemi di circonvenzione delle Costituzione stessa.

22.- Nel campo dell’Alienazione dei Beni Pubblici, il Progetto G.I.S.E. prevede che lo Stato venga assimilato ad un grande condominio, di cui i cittdini sono i Condòmini: per cui tutto il Patrimonio dello Stato, inclusa la Riserva Aurea, sono parti comuni, di proprietà di tutti i cittadin, e quindi non possono essere alienati senza il loro consenso diretto ( non “interpretato” dal Parlamento )..

23.-Con il meccanismo del Conferimento <CON> ciscun cittadino conferisce allo Stato parte del suo reddito e la sua capacità lavorativa, mentre lo Stato conferisce ad ogni cittadino il diritto a rivolgersi ad esso per tutte le sue necessità. Grazie alla sua capacità lavorativa, ed al (LPT), o Lavoro per Tutti, nessun cittadino sarà più totalmente povero, perchè avrà sempre la sua capacità lavorativa da offrie, che con il (LPT) si trasforma n un reddito ptenziale.

24.- Con l’istituzione del (IAI), il Progetto G.I.S.E. introduce il concetto di Indennizzo di Avviamento  d’Impesa, che viene elargito nella direzione Stato–>Impresa, quando questa viene fondata, e nella direzione opposta Impresa–> Stato,  quando l’Impresa delocalizza, o viene venduta, o cessa l’attività. La valorizzazione dell’indennizzo, in ambedue le direzioni, sarà compito di appositi <psgf>. Il bilancio di questa attività verrà tenuto prossimo ”a zero“, perchè passata la fase iniziale – gli indsennizzi Stato –> Imprese verranno effettuati con gli Indennizzi “di ritorno” Imprese –> Stato:  per cui in pratica lo Stato finanzierà le nuove imprese con le risorse restituitegli dalle vecchie: e questo permetterà un ammodernsamento più rapido della struttura imprenditoriale del Paese.

Nel prossimo messaggio, completerò il discorso con la seconda parte, RIEPILOGO(2), che partendo dal RIEPILOGO(1) trarrà le conclusioni sulla crisi che attanaglia il nostro Paese.

10.A794.Felson

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un semplice ca,colo

MPG29 – 29.11.12 – Progetto G.I.S.E. – Il caso ILVA a Taranto – La Competitività – La Responsabilità “RES”

29 Novembre 2012 Nessun commento

Fra tutti i motti di Felsineus che abbiamo visto finora, quello che più richiama il concetto di COMPETITIVITA’ è, ovviamente, quello che si esprime con l’aforisma “Il CAP crea LAV, ed il LAV crea CAP”, che riaasume in sè l’alleanza fra il capitale CAP ed il lavoro LAV, nel creare un (SEV), o Svciluppo Economico Virtuoso: giustamente, perchè sia il CAP che il LAV, per conseguire quell’obiettivo, hanno ciscuno bisogno della COMPETITIVITA’ dell’altro: come se ciscuno dei due riflettesse nell’altro quello che esso ha riflesso in lui, in un continuo scambio di risorse, che ad ogni passaggio aumentano di volume.Infatti:

  • il CAP , per poter crescere, deve produrre un RITORNO certo ed il più possibile ricco e veloce su un iNVESTIMENTO: e siccome quell’INVESTIMENTO viene usato per creare LAV, è ovvio che più quel LAV sarà cpmpetitivo, più il CAP ne trarrà profitto: se non fosse così, il CAP subirebbe una PERDITA, e non avrebbe più risorse per creare nuovo  LAV ;
  • il LAV,  per operare, ha bisogno di risorse, che gli possono derivare da un INVESTIMENTO, che però dovrà essere competitivo, cioè il meno costoso possibile, per non appesantire il prezzo del proprio prodotto con di oneri finanziari troppo alti, che non lo renderebbero più competitivo, per cui gli affari diminuirebbero, ed esso non avrebbe più risorse per creare nuovo CAP.

Se quindi il discorso sulla COMPETITIVITA’ fosse limitato ai rapporti imprese-lavoratori, non sarebbe difficile trovare una soluzone, visto cjhe alla fine ambedu siedono nella stessa barca; purtroppo, non è così, per chè i due, in quella barca, sono solo dei rematori, mentre al timone c’è il Paese in cui operano: e se anche quello non è competitivo, anche il miglior accordo fra imprese e lavoratori non potrà condurre a risultati soddisfacenti.

Per definire la COMPETITIVITA’ di un Paese, Felsineus propone di suddividere il suo PIL in due parti, indipendenti una dall’altra: quella della “produzione di ricchezz”, e quella della “metabolizzazione della ricchezza”: in altre parole, gli asini che pompano l’acqua fuori dal pozzo, e le volpi che la custodiscono in un luogo sicuro, e ne danno un pò agli asini solo dopo averne prelevata una buona quantità per sè, e per i furetti e le donnole che le aiutano a “coordinare” la sua conservazione e distrbuzione ( suggerisco che a questo proposito leggiate, cari amici, il bell’articolo ADF2 di Felsineus, del 10.09.2006, dal titolo “L’armo da otto” ). Rimandando al messaggio seguente una trattazione più organca dell’argomento “Competitività dello Stato”, mi sembra interessante cercare di stabilire qui un confronto fra due casi eclatanti di sfruttamento economico-sociale dell’inquinamento ambientale, e cioè il caso ILVA paragonato al caso ETERNIT, il compound cemento+asbesto prodotto anche in Italia da alcune fabbriche appartenenti al magnate svizzero Schmiedeiny. Divido quindi questo confronto nelle sue due componenti fondamentali, la gravità dell’inquinamento ( intesa soprattutto come capacità dei cittadini, lavoratori diretti e no, di rendersi conto del pericolo ), e l’estensione dell’inquinamento, cioè il suo grado di diffuzsione anche al difuori/lontano dai luoghi di produzioem

  • gravità: il caso dell’ETERNIT mi appare senz’altro più grave di quello delle scorie ILVA. Il fatto che l’asbesto fosse inglobato nel cemento ha fatto ritenere ai lavoratori che alla fine l’unico pericolo fosse la polvere di cemento, concentrata nei luoghi di produzione; per cui, alla fine, non era qualcosa non molto diverso dal lavorare in un cementificio. Nel caso ILVA, invece, era impossibile che i lavoratori che trasportavano nei piazzali le polveri risultanti dai processi di fusione del materiale ferroso, che vedevano i fumi densi di particolato uscire dalle ciminiere, che sentivano l’odore acre dei gas tossici uscire dai serbatoi, , non si rendessro conto del fatto che al primo refolo di vento tutta quelle sostanze si sarebbero diffuse nell’aria, ed avrebbero invaso le loro case, ed i polmoni delle loro mogli e figli.
  • estensione: anche qui, secondo me, il caso ETERNIT appare più grave di quello ILVA, perchè l’ETERNIT non diffondeva fibre di asbesto solo al momento della sua produzione, ma continuava a rilasciarne man mano che si polverizzava il cemento che le teneva insieme: e poichè quelle lastre sono andate a coprire case, stabilimenti, ecc. in tutto il mondo, l’espansione dell’inquinamento da ETERNIT è stata “globale”. Nel caso ILVA, il danno è stato invece “limitato” ( se così si può dire ) alle zone di produzione, ed a quelle viciniori, che nel caso di Taranto significava anche il mare Ionio: il prodotto finito, infatti, erano le coils, le immense bobine di lamiera d’acciaio, che a quel punto però non inquinavano più.

Nell’articolo precedente, quindi, ho volutamente calcato la mano sul fatto che la tragedia dell’ILVA stia stata senz’altro un brutto esempio di “cartolarizzazione dell’inquinamento“, non molto diversa dalla “cartolarizzazione dei titoli tossici” operata dalle banche, e che sia avvenuta anche per Responsabilità <RES> dei lavoratri, e soprattutto dei loro sindavati: e qusto non perchè io voglia giocare qualche carta a favore della famiglia Riva e del suo management ( nessuno di loro mi è simpatico ), ma solo per esortare i lavoratori a gestirsi sempre in proprio i loro problemi, a raccogliere le loro scelte con una votazione, e poi a delegare qualcuno che non rappresenti loro, ma spieghi i risultati di quella votazione. Adesso, senza entrare in inutili polemiche, occorre che la Magistratura decida a qule periodo, degli ultimi 20 anni, debba essere estesa l’indagine, e per quel periodo costituisca una sorta di <psgf>, un pool di legali esperti nei problemi economici e del lavoro, di commercialisti, di esperti in metallurgia/ssiderurgia, di esperti in logistica ed esperti in marketing ( nazionale ed internazionale ) nel settore dell’acciaio, affinchè analizzi l’attività dell’ILVA nel periodo prescelto, e risponda alle seguenti quattro domande:

  1. Quali erano le parti e le controparti negli accordi, sui quali si fondò la decisione della famiglia Riva di acquistare l’ILVA ( e le aziende collegate ), e quale fu il piano industriale che fu approvato nell’ambito di quegli accordi;
  2. Analizzando quel piano industriale, se vi si faceva esplicito riferimento al fatto di stoccare le scorie nelle immense aree a disposizione ( in particolare, a Taranto9, e di limtare al massimo il filtraggio dei fumi e la neutralizzazione dei vapori tossici, per ridurre al minimo il “costo della salvaguardia dell’ambiente”;
  3. Se tutte le controparti ( sindacati, amministratori locali, rappresentanti dei Ministeri competenti ) furono esaurientemente nformati su quelle “condizioni-capestro” contenute nel piano industriale, e se esse siano state poste ai voti, e con quali risultati;
  4. Se, analizzando i bilanci dell’ ILVA di quel periodo, ne risultino margini di profitto coerenti con la natura di “industria povera” della produzione di acciaio, o se i profitti sono sati tanto elevati da indurre la conclusione che una parte di essi avrebbe potuto essere utilizzata per ridurre l’impatto ambientale trppo pericoloso, causato dalle produzioni previste;

Come vedete, cari amici, non è nulla di speciale: una semplice verifica tecnico-economica di decisioni, programmi, incassi, stanziamenti, ecc, che molto semplicemente sarà in grado di rivelarci se quella “cartolarizzazione dell’inquinamento ambientale” sia stata una speculazione della proprietà e del management per accumulare profitti oppure un male necessario per garantire all’ILVA di poter continuare a non morire, fungendo quindi da cuore e polmoni artificiali. La mia opinione, viste le dimensioni del problema, è che esso non possa essere la conseguenza di semplici scelte aziendali: la speculazione c’è stata, ma tutte le parti coinvolte nell’accordo ne hanno tratto il loro vantaggio: e le recenti misure di custodia cautelare, adottate dalla Magistratura, sembrano andare in questo senso; anzi, sembrano mirare anche a posizioni molto più in alto. Vedremo. le informazioni in nostro possesso sono ancora troppo scarne, per fare ipotesi… sarebbero solo illazioni, e quindi non servirebbero a nulla.

Rimane l’ultimo aspetto, quello che è ormai diventato trendy: trascuarare ( o meglio, fingere di dimenticare ): la questione morale, come si possa scientemente far morire decine di persone ( compresi dei bambini ), e farne ammalare altre centinaia ( compresi dei bambini ) per arricchirsi su operazioni di questo tipo. Quello che mi meraviglia, molto francamente, è che la mafia locale ( Sacra Corona unita, o come si chiama), non sia intervenuta – a modo suo, ovviamente – per far cessare lo scempio: la mafia, come la conoscevo io, era avida e feroce, ma cercava sempre di non coinvolgere le donne ed i bambini. Questo, purtroppo, è un brutto segno: significa che i vecchi capi-bastone sono stati estromessi, non contano più, adesso comandano i giovani, e questo sicuramente non ci renderà la vita più facile.

Per chiudere, un accenno al conflito di competenze che, stando alle ultime notizie, sembra delinearsi all’orizzonte fra Governo e Magistratura. Con le leggi attuali, e la Costituzione attuale, ha ragione la Magistratura, perchè essa per definizione è indipendnte da qualunque altro potere, dipende dal Presidente della Repubblica solo attraverso la sua posizione di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, e quindi essenzialmente per questioni di disciplina e rappresentanza. E’ questo un tipico caso di conflitto fra Poteri dello Stato, appartenenti a due diversi Circoli Aperti ( vedasi il messaggio precedente ), quello del Parlamento e quello della Magistratura: per cui per dirimere quel conflitto occorre rivolgersi ora alla Corte Costituzionale, solo perchè è l’Istituzione più alta del Paese, non perchè possa interpretare un tale conflitto, che nella Costituzione non è considerato. Com’è noto, il Progetto G.I.S.E. prevede la “chiusura” di tutti i “circoli aperti“, tramite dei ponticelli democratici che uniscano i due estremi aperti, riportando quindi  il problema al popolo, cioè ai cittadini, costituiti in Comitati Civici che si affideranno al (SGN) per farsi tradurre il problema e le varie alternative di soluzione in linguaggio comune, comprensibile a tutti, e per essere assistiti nelle loro decisioni.

Nel prossimo messaggio, conto di scrivere sul tema “Competitività dello Stato – l’UCAS, o Ufficio Complicazione Affari Semplici”sono certo che l”argomento vi interesserà.

10.A794.Felson

 

MPG10 – 10.11.12 – Progetto G.I.S.E. – Registrazione ‘R’ – Prevenzione ‘PRE’

10 Novembre 2012 Nessun commento

Mi è sembrato inutile, nell’articolo MPG9, dilungarmi troppo su tutte le funzioni che si possono realizzare con le “carte intelligenti” <dsc>: alla fine, si tratta della “interazione” fra un microprocessore ed una memoria riscrivibile e programmabile (EPROM), con tutti i vantaggi che queste soluzioni offrono: molto più utilke mi è sembrato passare subito ai “concetti” che sottendono all’uso delle   <dsc>, che ovviamente può essere ampliato ben al di là dei pochi esempi che ho illustrato nel messaggio MPG9. Questi ”concetti” sono  essenzialmente  quattro   :                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       c1)  il concetto di Deliverance <D> esteso all’informazione: se i dati registratu sono relativi ad un cittadino, egli ha il pieno diritto di poterne venirne subito a conoscenza; per questo, dovrà solo strisciare la sua <dscp> in un POS connesso con il <SI>, inserire nello stesso la sua password, e così accedere ai suoi dati personali  ( identità, dati sanitari, dati legali, dati delle sue licenze di guida, dati finanziari, ecc. ; ) in modo da poterli subito controllare, scaricare sulla sua <dscp>, ed averli così disponibili per ogni .evenienza;  c2) la stessa Deliverance <D > estesa ai dati dello Stato, perchè di libero accesso ( e quindi senza necessità di pssword ) per ogni cittadino italiano, in quanto il codice della sua <dscp> è associato al suo Codice Fiscale, che è un codice  italiano;                                                                                                                                                                                                                                                    c3) il concetto di default, perchè le due regole suddette rappresentano la regola, la norma valida per tutti i cittadini italiani, che non abbiano pendenze con la legge: se ne avessero, infatti,  la <dscp> permetterebbe di instaurare una <ddd>, o Deviazione dal default, limitando a vari livelli la  possibilità del cittadino di usare gli accessi del punto c2) (cioè in pratica riducendo i vantaggi di cittadinoi riconosciutigli dallo Stato ):  vedremot meglio questo punto quando parleremo della .CITTADINANZA ITALIANA ),                                                        c4) la possibilità di poter finalmente fare qualche passo sull’impervio sentiero della Prevenzione <PRE>, una necessità che finora non è stata molto considerata nel nostro Paese: si tratta di una sorta di devianza culturale, innescata e coltivata dai dettami della reilgione cattolica, per la quale ogni evento è un “Atto di Dio”, e quindi offende Dio chiunque cerchi di prevenire quell’evento, anche se si sa già che esso porterà danni e lutti. Non credo che sia un caso che anche l’Islam imponga lo stesso tipo di rispetto per gli “Atti di Dio”: per cui resta valida la considerazione di Felsineus, quando dice che che la più grande nemica di una religione non è un’altra religione, perchè ambedue hnno un nemico comune, il laicismo, che egli chiama (RLU), o Religione Laica dell’Uomo ( vedasi il messaggio MPG5 );

E’ proprio nel campo della Prevenzione che l’uso della Registrazione <R> e del <SI> ( con le sue periferiche <dscp> e <dscv> ) offre i suoi vantaggi più significativi: se un cittadino mostra di essere poco affidabile, ed incline al reato ( civile o penale che sia ), quegli strumenti permettono di operare subito un (AOR), che significa contemporaneamente Allontanamento dall’Occasione di Reato, ed Allontanamento dell’Occasione di Reato ( ne paleremo ancora trattando della Giustizia ); se invece appare dedito all’alcool, od alla droga,  gli sstessi strumenti permetteranno di modificare la sua <dscp>, in modo che qualunque sia il veicolo su cui la usa, l’interazione <dscp> –> <dscv> –> black box non gli permetta, all’inizio, una velocità superiore a 80 km/h, se è un’auto, e 60km/h se è un motociclo; se poi egli persevererà nella sua dipendenza da alcool e droga, a quelle misure si aggiungerà anche quella di doversi sottoporre, prima di mettersi alla guida, ad un esame del sangue, i cui risultati verranno registrati sia sulla sua <dscp> e sul <SI>. Se l’esame  risulterà negativo, la sua <dscp> permetterà alla <dscv> di dare alla black box il consenso all’avviamento del veicolo ed alla sua guida, eventualmente solo per un tempo limitato, determinato dai risultati dell’esame: altrimenti, la sua <dscp> bloccherà tutto, ed il veicolo non potrà partire ; ecc.ecc. Come vedete, cari amici, i metodi per fare Prevenzione ci sono, e gli strumenti per realizzarla pure: si tratta solo di mettersi lì, e cominciare ad introdurla; all’inizio costerà parecchio, ma in seguito – anche prescindendo dall’impatto umano e sociale di tutti quei morti, e feriti, ed invalidi – la Prevenzione ci farà risparmiare una montagna di risorse economiche, perchè sul medio–lungo periodo il suo “moltiplicatore”, che all’inizio è negativo, diventerà molto alto ( del concetto di “moltiplicatore” parleremo molto preste ).

Concludo questo messaggio per evidenziare anche l’effetto psicologico di dissuasione ( e, quindi, ancora di Prevenzione ed (AOR))), che un sistema di Registrazione <R> e di immediata reazione da parte di un <SI>, basati ambedu su processi completamente aautomatici, può avere su coloro che abbino inenzione di infrangere la legge, od anche – più semplicemente – di fare i propri comodi a spese degli altri. Una cosa è tentare il colpo, sapendo che prima che siano terminate le indagini, si dia inizio al processo, e si arrivi ad una eventuale condanna, passeranno almno tre anni: durante i quali, se il reato non era proprio molto grave, si potrà tentare un altro colpo, badando bene a muoversi sempre più veloci della Legge ( cosa invero non difficile, oggi ); un’altra cosa è sapere che tutto quello che viene fatto viene anche registrato nel <SI>, e che questo contiene già delle “formule” atte a fermare l’eventuale operazione “fuori dalle righe” o – come minimo – a lanciare un allarme a chi di dovere, eventualmente anche in tempo reale (!). E’ questo un approccio totalmente nuovo al problema “reato”, che approfondiremo meglio quando parleremo di Giustizia.

10.A794.Felson

 

 

 

 

 

MPG8 – 8.11.2012 – Progetto G.I.S.E. – Sistema Informatico : il concetto di “default” , le carte “intelligenti”.

8 Novembre 2012 Nessun commento

Spero che non abbiate sofferto troppo durante la lettura del mio pedante e noiosissimo messaggio MPG7: purtroppo, è necessario che il lettore abbia almeno una infarinatura di base sui concetti e sulle tecniche che il Progetto G.I.S.E. ha adottato nei vari casi, perchè altrimenti non potrebbe capire cosa significano, ma soprattutto a cosa servono; spero quindi che i chiarimenti che ho fornito siano stati sufficienti a conseguire questo obiettivo.

Uno di questi concetti, molro importante in informatica, è quello di default <d>: che ha anche una sua tecnica di applicazione, la più semplice di tutte, perchè consiste nel chiedere al sistema ciò che si vuole da esso, e poi lasciare che esso faccia tutto da solo, utilizzando le impostazioni/regolazioni/sequenze ecc.  che vi ha inserito  chi l’ha progettato /costruito /installato ( perchè una prima serie di imposazioni bisogna sempre dargliela, se non altro  per verificare che tutto funzioni correttemente ). Il termine inglese default , che di per sè significa errore, mancanza, insufficiena, ecc., viene usato in informatica proprio con questo significato: “in mancanza di altri dati, il sistema userà quelli dell’impostazione iniziale”, scivolando poi inevitabilmente nel significato più ampio:”questa è la regola/la norma/ la convenzione che il sistema userà per default”, cioè in mancanza di regole/morme/convensioni diverse.

Tornando ora ai nostri problemi, quindi, impostare una Registrazione <R> per default  significa impostare un database concepito in un certo modo, ed utlizzarlo per tutte le migliaia, od i milioni di soggetti coinvolti nella Registrazione, senza modificare le regole per alcuno di essi: se questo si può accettare, allora la raccolta dei dati da registrare può essere “automatizzata”, nel senso che non occorre più andare in giro a raccogliere i dati man mano che diventano disponibili, ma si inseriscono per primi i dati di cui si dispone, e per quelli mancanti si creano dei meccanismi di trasmissione dati ( ad esempio, tramite INTERNET ) in modo che siano i soggetti interessati a trasmettre automaticamente al sistema i dati che li riguardano.

Un esempio varrà a chiarire meglio ilc oncetto. Supponiamo di aver un signor Rossi ( il tipico “italiano medeo” ) che va a comprare un paio di scarpe: oggi, dopo l’acquisto ed il pagamento delle scarpe, il venditore gli consegna la scatola con le scarpe nuove, e lo scontrino fiscale emesso dal registratore di cassa. Il signor Rossi esce, torna a casa e mette lo scontrino insieme agli altri scontrini, disinteessandosne, perchè tanto con quello non può farci nulla: ha speso € 100 per le scarpe, e buonanotte. Ma potrà anche capitare che, per curiosità, guardi quello scontrino, e solo allora si accorga che non è uno scoiontrino fiscale, ma solo una sorta di ricevuta per i 100 EURO che ha speso: per cui, se volesse fare il bravo cittadino, dovrebbe telefonare alla Guardia di Finanza, al 177, e denunciare il reato. dopodichè dovrebbe andare a firmre il verbale di denuncia, e da quel momento tenersi a disposizione della GdF, che potrebbe chiedergli ulyeriori chiarimenti.       CONCLUSIONE: il signor Rossi manda il negoziante all’inferno, si tiene le sue scarpe, ed il negoziante ha evaso le imposte su 100 EURO.  Se invece il negoziante è stato onesto, e gli ha veramente dato uno scontrino fiscale, quel valore di € 100 si sommerà a tutte le altre sue vendite nel corso dell’anno, e sul totale di quelle vendite pagherà le imposte, se la sua dichiarazione dei redditi sarà fedele: ma la seconda parte dell’operazione resterà pur sempre sterile, perchè lo scontrino in manmo al signor Rossi non servirà ancora a nulla

Vediamo invece cosa succederebbe con un sistema di Registrazione automatica: il registratore di cassa de negoziante ora è costituito da un POS opportunamente modificato, cioè un punto di collegamento ad INTERNET ( come quello usato per il BANCOMAT ), che si può connettere con il <SI> centrale, nel cui database sono già registrati sia il negoziante, con la P.IVA della sua attivitò, sia il signor Rossi, con il suo Codice Fiscale: inoltre, in un altro database del <SI>, sono già pronte tre serie di dati: la serie dei codici delle transazioni ( vendita, acquisto, affitto, nolo, consulenza, prestazion artigiana, prestazione professionale, ecc. ), la serie dei codici delle attività ( commercio calzature, commercio ortaggi, assistenza legale, cure mediche, ecc.ecc. ), e la serie  delle “riprese fiscali, cioè i fattori di maggiorazioneriduzione previsti dalla Agenzia delle Entrate per ciascuna attività ( vedremo meglio questi aspetti quado parleremo del FISCO ). Una volta consegnate le scarpe nuove al signor Rossi, il negoziante verifica che il suo POS sia connesso con il <SI>, vi passa la sua <dsci> , per fornire la sua P.IVA, poi preme il pulsante VENDITA, poi chiede al signor Rossi la sua <dscp>, digita il valore della vendita, e preme INVIO.  In quel momento, il <SI> registra la transazione due volte, sia in un record intestato al negoziante, sia in uno intestato al signor Rossi: mentre il POS registra l’avvenuta vendita sia nella sua memoria interna, che in quella della <dscp> del signor Rossi, cosicchè un eventuale contrololo della GdF non potrà che constatare l’assoluta regolarità della transazione, mentre, trattandosi di scarpe non di lusso, il signor Rossi potrà vantare dallo Stato un credito d’imposta sugli € 100 che ha speso, perchè le scarpe sono un “bisogno essenziale” per lui.

Niente più scontrini, quindi, tutto viene fatto in automatico: e questo grazie al concetto di Deliverance <D> di Felsineus, esteso anche alla Registrazione <R> dei dati, che avviene non solo sul <SI>, ma anche nella <dscp> che il signor Rossi ha in tasca, dotata di un microprocessore per la connessione ad INTERNET e, volendo, agli SMART-PHONES ( sempre attraverso un POS ), ma soprattutto di una memoria nella quale si possono conservare i dati eelativi agli ultimi 30 giorni, od anche olrre ( dati che il signor Rossi potrà in ogni caso sempre rintracciare sul <SI>, accedendovi con la sua <dscp> e la sua password, attraverso dei PUNTI (ASI) DI ACCESSO AL SISYEMA INFORMATICO <SI>, che saranno presenti – individubili tramite un’apposita insegna -  in’tutti gli Uffici Postali ed in tutte le tabaccherie, oltre che presso tutte le caserme dei Carabinieri, i posti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, gli Uffici Comunali e quelli dell’Agenzia delle Entrate.

Questi concetti li riprenderemo spesso, mei prossimi messaggi, per ora vi chiarisco solo il significato delle sigle: <dscp> è una digital smart card for persons, cioè una carta intelligente digitale per le persone, mentre la <dsci> è una digital smart card  per le imprese: ad esse si accompagnerà anche, come vedremo, una <dscv>, cioè una digital smart card per tutti i tipi di veicoli, che sarà in grado di risolvere molti problemi relativi al traffico che fino ad oggi sembravano irrisolvibili. E’ per questo che ve le menziono già oraanche se poi ne riparleremo fra qualche giorno: affinchè cominciate  a far lavorare l’immaginazione, a crearvi dei nuovi scenari costruiti e gestiti con quusti concetti, a parlarne fra di voi, im modo da essere più interessati e ricettivi quando ne parleremo a fondo.

10.A794.Felson

ADF75 – 26.03.08 – Soluzioni(23) G.I.S.E.(49): il Conto di Conguaglio Cittadino-Stato”cccS”(1)

26 Marzo 2008 Nessun commento

ADF74 – 25.03.08 – Soluzioni(22) G.I.S.E.(48): la , o “digital smart card”

25 Marzo 2008 Nessun commento

ADF73 – 25.03.08 – Soluzioni(22) G.I.S.E.(47): il (PFP)(5): le spese(2) e gli investimenti(2)

25 Marzo 2008 Nessun commento

 

ADF73- 25.03.08 – Soluzioni(22) G.I.S.E.(47): il (PFP)(5),le spese(2) e gli investimenti(2)

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ADF72 – 24.03.08 – Soluzioni(21) G.I.S.E.(46): Il (PFP)(4): le spese(1) e gli investimenti(1)

24 Marzo 2008 Nessun commento

ADF71 – 21.03.08 – Soluzioni(20) G.I.S.E.(45): il Prelievo Fiscale Progressivo(PRP)(3)

21 Marzo 2008 Nessun commento

ADF69 – 1.03.08 – Soluzioni(19) G.I.S.E.(43):il Prelievo Fiscale Progressivo(PFP)(2)

19 Marzo 2008 Nessun commento