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MPG17 – 17.11.12 – Progetto G.I.S.E.: (MPA), o Medioevalizzazione Progressiva Ascendente; (PSG), o Progetto di Sterilizzazione della Globalizzazione

17 Novembre 2012 Nessun commento

Siamo rimasti, nel messaggio precedente, alla (MPA), o Medioevalizzazione Progressiva Ascendente, quella che si verifica in una società per ragioni “limpide” ( quando è causata da un ciclo economico particolarmenet negativo, sia nella sua intensità che nella sua durata ), o per ragioni “torbide”, quando essa viene volutamente innescata in un Paese, per poterne sfruttare meglio le risorse, a proprio esclusivo vantaggio.

E’ un concetto che il Movimento Progetto G.I.S.E. considera molto brillante, e che Felsineus ha sviluppato a fondo nei suoi articoli ADF ( iniziando dal ADF 191 ): e siccome la paternità del concetto è sua, mi sembra inutile perdere tempo a ripetere cose che egli  ha già scritto: chi fosse interessato ad un approfondimento, può cercare nel blog l’acronimo (MPA), e troverà una ventina di articoli ADF dove il concetto è ampiament illustrato. Qui ne riprenderò quindi solo l’essenza, come segue:

1) La GLOBALIZZAZIONE è quel feomeno planetario, per il quale il battito d’ali di una farfalla a New York può dare origine ad un terremoto in Giappone ( come ha scritto qualcuno, di cui in questo momento non ricordo il nome );

2) La GLOBALIZZAZIONE sfrutta essenzialmente gli effetti dell’uso spudorato di due armi “globali” molto potenti, interconnesse fra loro, che sono  l’INFORMATICA ed il TEMPO: più il processo è complesso, maggiori sono le probabilità di vittoria per chi disponga di notevoli risorse economche ( da investire nell’informatica ), e di una capillare rete d’informazione, che gli permetta di conoscere gli eventi “in tempo reale”, e quindi di alimentare rapidamente con quelle informazioni la sua strttura informatica, per battere gli avversaru sul TEMPO.

3) Per i cittadini di uno Stato, oggetto di un attacco “globalizzato”, cioè proveniente da varie direzioni, ma ben ccordinate fra loro, e dotate di larghi mezzi, perchè “succursali” di un’unica grande organizzazione dotata di mezzi enormi, l’unico (PSG), o Progetto di Sterilizzazione della    Globalizzazione è quello di ”conferire” ad un unico “difensore”, anch’esso dotato di una notevole “massa” di risorse” e di un’organizzazione ben ramificata, l’incarico di difenderli: è chiaro quindi che, per essi, l’unico “difensore” con queste caratterisriche, e di cui si può fidare, è lo Stato, che essi hanno creato e tengono in vita con la loro  Concurrence.

4) per questo motivo, qualunque idea balzana che possa condurre ad un indebilmento dello Stato ( come ad esempio la tristemente famosa “devolution”  ) deve intendersi come una manovra tesa ad indebolire lo Stato, e quindi tesa a favorire l’attacco globalizzato  ai cittadini che lo costituiscono.

5) Per difendersi con successo da un attacco globalizzato, lo Stato deve essere in grado di reagire con armi anch’esse globalizzate: in particolare con un Sistema Informatico <SI>, in grado di operare il più possibile automaticamente, per default, cioè sulla base di schemi/regole/blocchi primpostati nel <SI>, in grado  di gestire “in automatico” la stragrande maggioranza degli eventi che interessano i cittadini: lasciando che solo una piccola parte ( la più piccola possibile ) resti esclusa dal “processo automatico”, e richieda quindi un’attenzione e delle misure dedicate.

Il primo metodo ( le regole sono impostate a priori, e vengono “calate” sui cittaini per risolvere i problemi che li riguardano ) si chiama Processo TOP-DOWN; il secondo, in senso inverso, nel quale i problemi dei cittadini vengono fatti “risalire” fino allo Stato, affinchè dedichi loro un’attenzione e delle soluzioni particolari, si chiama Processo DOWN-TOP ( in realtà, in inglese si dovrebbe chiamare “Processo Bottom Up”: ma siccome Felsineus ha usato l’espressione “Down-Top”, possiamo usarla anche noi, si capisce bene cosa significhi ). La linea immaginaria che divide le du zone viene chiamata da Felsineus (LIA), o Livello di Inversione dell’Approccio: al di sotto del (LIA) abbiamo la zona “default” <d>, che viene gestita in automatico; al di sopra, abbiamo la zona <ddd>, Deviazione dal default, dove sono necessarie azioni mirate: vedremo meglio tutto questo quando parleremo del Fisco.

Quando il nostro Paese ha cominciato a subire i primi attacchi globalizzati, eravamo all’inizio degli anni ’80: e per circa 20 anni questo fenomeno è stato “sofferto” in Italia, come in tutti i Paesi Europei: ma quella “sofferenza” ha avto nei due casi effetti diversi. In molti Paesi, essa ha costituito l’occasione per cominciare a rimodernare lo Stato; da noi, purtroppo, lo Stato non ha fatto nulla per proteggere i cittadini, mentre hanno cominciato a nascere molte iniziative private, che avevano capito come la globalizzazione, in presenza di una totale inerzia da parte dello Stato, offrisse molte nuove opportunità di business, che poteva essere sviluppato nelle nuove aree, che le vecchie leggi italiane non sapevano coprire, e dove quindi nulla era vietato, semplicemente perchè non era neppure conosciuto.

Così, molti cittadini italiani, vedendo personaggi di solida immagine approfittare spudoratamente della situazione, in nome della “libertà”, hanno  trovato facile adeguarsi: e l’esercizio intensivo delle tre “inclinazioni natural” elencate nel messaggio MPG16, INTERMEDIAZIONE, INVENZIONE DI NUOVE OPPORTUNITA’ e PROTEZIONE DELLA POSIZIONE è diventata uno stile di vita,  in un tripudio di filiere tropopo lunghe ( e quindi di  scarsa competitività ), di nuove posizioni pubbliche ad personam ( pletoriche, e quindi inutili ), di moltiplicazione dei “nodi strutturali” gestiti come piccoli feudi, della serie: ” Il nostro database è diverso da tutti gli altri, e quindi ho bisogno di altri tre informatici per farlo colloquiare con gli altri: sen on vi va bene, dite  agli altri di cambiare i loro “.

Purtroppo, dai primi casi isolati l’esercizio dello “assalto alla diligenza” ha fatto rapidamente molti proseliti, perchè prometteva guadagni facili, ed un pelo non troppo folto sullo stomaco: “dopotutto, non abbiamo mica ucciso nessuno, no?…e poi, se fanno quelli del PDL, perchè non possiamo farlo anche noi del PD?…E poi, avete sentito dello sccandalo nella Protezione Civile?…sono stati dei fessi, a farsi scoprire…il nostro trucco delle false fatturazioni non lo scopriranno mai…ma anche se lo scoprissero…abbiamo dei santi importanti, in Paradiso..che ci aiuteranno senz’altro..visto che abbiamo noi le ricevute dei loro intrallazzi per importare in Italia auto di lusso evadendo l’IVA….”

Ecco, questa era la situazione del nostro Paese, all’inizio di questa legislatura ( 2008 ), quando esplose  la “bolla finanziaria”, la banca d’affari USA Lehman Bros, fallì, e tutto non fu più come prima. Questa è una bella espressione, quasi romantica: ma com’era prima? Era come l’ho descritto io finora, quel “prima”? Allora, cari amici, debbo darvi una brutta notizia: la crisi finanziaria c’è, e picchia duro: ma è solo la seconda, perchè noi la crisi ce l’avevamo già, tutta made in Italy, e la (MPA), o Medioevalizzazione Progressiva Ascendente era già in corso da tempo, e stava progredendo bene. La crisi finanziaria le è caduta sopra come un macigno, ed ovviamente non poteva che peggiorare la situazione per il Paese: ma per coloro che stavano ( e   stanno tuttora ) dietro alla (MPA), la crisi finanziaria è venuta a fagiolo, perchè così essi possono ora dare la colpa di tutto alla seconda crisi, e tentare così di nascondere la prima.

Abbiamo a che fare con personaggi molto intellignti, e di grande esperienza: assorbito lo scossone del 2008, essi si sono buttati subito sulla nuova sfifa: “Come possiamo noi gestire la crisi finanziaria, in modo che in realtà aiuti a progredire la (MPA) che sta sotto, senza far andare l’Italia a gambe all’aria?”. Il Movimento Progetto G.I.S.E. una risposta a questa domanda crede d’avercela, ma essa richiede ancora lo spazio di un  messaggio: e sarà il prossimo.

10.A794.Felson

 

 

 

MPG8 – 8.11.2012 – Progetto G.I.S.E. – Sistema Informatico : il concetto di “default” , le carte “intelligenti”.

8 Novembre 2012 Nessun commento

Spero che non abbiate sofferto troppo durante la lettura del mio pedante e noiosissimo messaggio MPG7: purtroppo, è necessario che il lettore abbia almeno una infarinatura di base sui concetti e sulle tecniche che il Progetto G.I.S.E. ha adottato nei vari casi, perchè altrimenti non potrebbe capire cosa significano, ma soprattutto a cosa servono; spero quindi che i chiarimenti che ho fornito siano stati sufficienti a conseguire questo obiettivo.

Uno di questi concetti, molro importante in informatica, è quello di default <d>: che ha anche una sua tecnica di applicazione, la più semplice di tutte, perchè consiste nel chiedere al sistema ciò che si vuole da esso, e poi lasciare che esso faccia tutto da solo, utilizzando le impostazioni/regolazioni/sequenze ecc.  che vi ha inserito  chi l’ha progettato /costruito /installato ( perchè una prima serie di imposazioni bisogna sempre dargliela, se non altro  per verificare che tutto funzioni correttemente ). Il termine inglese default , che di per sè significa errore, mancanza, insufficiena, ecc., viene usato in informatica proprio con questo significato: “in mancanza di altri dati, il sistema userà quelli dell’impostazione iniziale”, scivolando poi inevitabilmente nel significato più ampio:”questa è la regola/la norma/ la convenzione che il sistema userà per default”, cioè in mancanza di regole/morme/convensioni diverse.

Tornando ora ai nostri problemi, quindi, impostare una Registrazione <R> per default  significa impostare un database concepito in un certo modo, ed utlizzarlo per tutte le migliaia, od i milioni di soggetti coinvolti nella Registrazione, senza modificare le regole per alcuno di essi: se questo si può accettare, allora la raccolta dei dati da registrare può essere “automatizzata”, nel senso che non occorre più andare in giro a raccogliere i dati man mano che diventano disponibili, ma si inseriscono per primi i dati di cui si dispone, e per quelli mancanti si creano dei meccanismi di trasmissione dati ( ad esempio, tramite INTERNET ) in modo che siano i soggetti interessati a trasmettre automaticamente al sistema i dati che li riguardano.

Un esempio varrà a chiarire meglio ilc oncetto. Supponiamo di aver un signor Rossi ( il tipico “italiano medeo” ) che va a comprare un paio di scarpe: oggi, dopo l’acquisto ed il pagamento delle scarpe, il venditore gli consegna la scatola con le scarpe nuove, e lo scontrino fiscale emesso dal registratore di cassa. Il signor Rossi esce, torna a casa e mette lo scontrino insieme agli altri scontrini, disinteessandosne, perchè tanto con quello non può farci nulla: ha speso € 100 per le scarpe, e buonanotte. Ma potrà anche capitare che, per curiosità, guardi quello scontrino, e solo allora si accorga che non è uno scoiontrino fiscale, ma solo una sorta di ricevuta per i 100 EURO che ha speso: per cui, se volesse fare il bravo cittadino, dovrebbe telefonare alla Guardia di Finanza, al 177, e denunciare il reato. dopodichè dovrebbe andare a firmre il verbale di denuncia, e da quel momento tenersi a disposizione della GdF, che potrebbe chiedergli ulyeriori chiarimenti.       CONCLUSIONE: il signor Rossi manda il negoziante all’inferno, si tiene le sue scarpe, ed il negoziante ha evaso le imposte su 100 EURO.  Se invece il negoziante è stato onesto, e gli ha veramente dato uno scontrino fiscale, quel valore di € 100 si sommerà a tutte le altre sue vendite nel corso dell’anno, e sul totale di quelle vendite pagherà le imposte, se la sua dichiarazione dei redditi sarà fedele: ma la seconda parte dell’operazione resterà pur sempre sterile, perchè lo scontrino in manmo al signor Rossi non servirà ancora a nulla

Vediamo invece cosa succederebbe con un sistema di Registrazione automatica: il registratore di cassa de negoziante ora è costituito da un POS opportunamente modificato, cioè un punto di collegamento ad INTERNET ( come quello usato per il BANCOMAT ), che si può connettere con il <SI> centrale, nel cui database sono già registrati sia il negoziante, con la P.IVA della sua attivitò, sia il signor Rossi, con il suo Codice Fiscale: inoltre, in un altro database del <SI>, sono già pronte tre serie di dati: la serie dei codici delle transazioni ( vendita, acquisto, affitto, nolo, consulenza, prestazion artigiana, prestazione professionale, ecc. ), la serie dei codici delle attività ( commercio calzature, commercio ortaggi, assistenza legale, cure mediche, ecc.ecc. ), e la serie  delle “riprese fiscali, cioè i fattori di maggiorazioneriduzione previsti dalla Agenzia delle Entrate per ciascuna attività ( vedremo meglio questi aspetti quado parleremo del FISCO ). Una volta consegnate le scarpe nuove al signor Rossi, il negoziante verifica che il suo POS sia connesso con il <SI>, vi passa la sua <dsci> , per fornire la sua P.IVA, poi preme il pulsante VENDITA, poi chiede al signor Rossi la sua <dscp>, digita il valore della vendita, e preme INVIO.  In quel momento, il <SI> registra la transazione due volte, sia in un record intestato al negoziante, sia in uno intestato al signor Rossi: mentre il POS registra l’avvenuta vendita sia nella sua memoria interna, che in quella della <dscp> del signor Rossi, cosicchè un eventuale contrololo della GdF non potrà che constatare l’assoluta regolarità della transazione, mentre, trattandosi di scarpe non di lusso, il signor Rossi potrà vantare dallo Stato un credito d’imposta sugli € 100 che ha speso, perchè le scarpe sono un “bisogno essenziale” per lui.

Niente più scontrini, quindi, tutto viene fatto in automatico: e questo grazie al concetto di Deliverance <D> di Felsineus, esteso anche alla Registrazione <R> dei dati, che avviene non solo sul <SI>, ma anche nella <dscp> che il signor Rossi ha in tasca, dotata di un microprocessore per la connessione ad INTERNET e, volendo, agli SMART-PHONES ( sempre attraverso un POS ), ma soprattutto di una memoria nella quale si possono conservare i dati eelativi agli ultimi 30 giorni, od anche olrre ( dati che il signor Rossi potrà in ogni caso sempre rintracciare sul <SI>, accedendovi con la sua <dscp> e la sua password, attraverso dei PUNTI (ASI) DI ACCESSO AL SISYEMA INFORMATICO <SI>, che saranno presenti – individubili tramite un’apposita insegna -  in’tutti gli Uffici Postali ed in tutte le tabaccherie, oltre che presso tutte le caserme dei Carabinieri, i posti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, gli Uffici Comunali e quelli dell’Agenzia delle Entrate.

Questi concetti li riprenderemo spesso, mei prossimi messaggi, per ora vi chiarisco solo il significato delle sigle: <dscp> è una digital smart card for persons, cioè una carta intelligente digitale per le persone, mentre la <dsci> è una digital smart card  per le imprese: ad esse si accompagnerà anche, come vedremo, una <dscv>, cioè una digital smart card per tutti i tipi di veicoli, che sarà in grado di risolvere molti problemi relativi al traffico che fino ad oggi sembravano irrisolvibili. E’ per questo che ve le menziono già oraanche se poi ne riparleremo fra qualche giorno: affinchè cominciate  a far lavorare l’immaginazione, a crearvi dei nuovi scenari costruiti e gestiti con quusti concetti, a parlarne fra di voi, im modo da essere più interessati e ricettivi quando ne parleremo a fondo.

10.A794.Felson

ADF186 – 23.09.08 – GI.S.E.(157): Suggerimenti(5), PattoSalv.ALITALIA(PSA)(5), (CLI(12)

23 Settembre 2008 Nessun commento

ADF185 – 22.09.08- G.I.S.E.(156):(SSG)(59),Riscontri(9),PattoSalv.ALITALIA(PSA)(4),(CLI)(11)

23 Settembre 2008 Nessun commento

ADF184 – 21.09.08 – G.I.S.E.(155): (SSG)(58), Patto Salvataggio ALITALIA(PSA)(3), (CLI)(10)

21 Settembre 2008 Nessun commento

ADF183 – 20.09.08 – G.I.S.E.(154): (SSG)(57), (SIU)(4), Patto Salvataggio ALITALIA(2)

20 Settembre 2008 Nessun commento

ADF182 – 19.09.08 – G.I.S.E.(153): (SSG)(56), ALITALIA(12), PattoSalvataggioAçITALIA(PSA)(1)

19 Settembre 2008 Nessun commento